Il ritorno

Parto, ritorno e parto ancora. Non ho ancora capito bene verso e da dove, ma dal 7 al 12 Novembre, mi trovate tra le colline fiorentine, penso sia questo che vi interessa.

La valigia aperta sempre lì sul letto,
ormai diventata cuscino
Un manuale su come farla e disfarla,
questo è quello che dovrei scrivere.
Ma al massimo riuscirei scrivere
su come lasciarla sempre uguale utilizzandola.
Non dimenticare il cellulare, la roba estiva, la roba invernale.
I calzini vanno in coppia, i liquidi in una busta sigillata.
Collezionare sentimenti come i biglietti del viaggio,
non metterli da parte, ma neanche perderli.
Turbolenze e vuoti d'aria,
tempeste ormonali e troppi pensieri.
Pensieri volatili, pensieri permanenti
pensieri che prendono forma, quella dell'acqua però.
Pensieri che prendono il posto della carne,
fissazioni che vedono materia dove c'è il vuoto
Maledette fissazioni, maledetta rassegnazione,
maledetto mondo, maledetto me.
Voglia d'andare, voglia di tornare
voglia di risposte, ma qual'era la domanda?
Visti e salutati, offerto da bere,
Chiamati e non raggiungibili.
Non finiremo risucchiati da un buco nero neanche stavolta,
o forse si, quello è il nostro destino.
La valigia di nuovo sul letto,
si parte, si riparte, un eterno viaggio.
Conta la partenza, conta l'arrivo,
conta il percorso, conta sempre il tempo.
La velocità media, l'accelerazione istantanea
il verso e la direzione, la forza.
La stabilità, il progetto a lunga scadenza,
una vita davanti, una vita dietro, una vita adesso.

Effetti collaterali del Double D. Burger del Pickwick Pub...

In partenza…

Manco a farlo apposta sono di nuovo in partenza. Stavolta però per una vacanza di piacere alla volta di Londra...se qualcuno è in zona mi faccia sapere! Torno domenica sera! Poi Martedì parto nuovamente...ma stavolta rientro in valle!

Spero vivamente che ci siano ancora 40 gradi in patria perché qua l'autunno è iniziato il 9 Agosto...ed è difficile spiegare cosa significa desiderare ardentemente il sole!

Paris


Paris

Je m'baladais sur l'avenue le coeur ouvert à l'inconnu
J'avais envie de dire bonjour à n'importe qui
N'importe qui et ce fut toi, je t'ai dit n'importe quoi
Il suffisait de te parler, pour t'apprivoiser

Aux Champs-Elysées, aux Champs-Elysées
Au soleil, sous la pluie, à midi ou à minuit
Il y a tout ce que vous voulez aux Champs-Elysées

Tu m'as dit "J'ai rendez-vous dans un sous-sol avec des fous
Qui vivent la guitare à la main, du soir au matin"
Alors je t'ai accompagnée, on a chanté, on a dansé
Et l'on n'a même pas pensé à s'embrasser

Hier soir deux inconnus et ce matin sur l'avenue
Deux amoureux tout étourdis par la longue nuit
Et de l'Étoile à la Concorde, un orchestre à mille cordes
Tous les oiseaux du point du jour chantent l'amour

Champs Elysees, Joe Dassin

Rettifico quello che ho detto molto tempo fa': non è Genève la città più bella del mondo, ma Paris!

Son stato 4 giorni nella capitale della Gallia e mi sono innamorato di questa città. Camminare per Paris, non è la stessa cosa rispetto a Genève.

E poi i parigini non sono poi così scortesi come si dice in giro.

Quello che colpisce di Paris è senza dubbio la grandezza: immensi palazzi, strade con dozzine di corsie, parchi ovunque...senza voler fare un paragone, però è sensibilmente diversa dagli stretti e trafficati vicoli di Firenze.

Quello che mi costa tanto dire è inoltre che a Paris si mangia piuttosto bene: non azzardatevi a chiedere la pasta però!

Se dalle foto vi chiedete chi sono le compagne di viaggio, eccovi serviti: Muthoni, originaria del Kenya e dottoranda a Yale, Verena, spagnola, dottoranda a Harvard. Ovviamente il motivo per cui ci siamo incontrati ed abbiamo deciso di andare a Paris è troppo lungo da spiegare: diciamo per pura casualità.

Figlinesi 120% in visita


Figlinesi 120% in visita

Reduce da un lungo weekend con gli amici e dalla qualificazione ai quarti della mia squadra di calcetto del CERN, pubblico le foto della visita dei figlinesi a Ginevra.

Il weekend è stato lungo, la convivenza in casa ai limiti della sopravvivenza, il divertimento strepitoso.

Stavolta siamo pure riusciti a visitare un'altra città svizzera che mancava al mio repertorio, Nyon, che non è niente di che', ma forse è il freddo ed il forte vento ad abbassare la valutazione.

Ho riscoperto quei momenti di svago che negli ultimi mesi, vuoi il lavoro, vuoi la tesi, vuoi la scarsa "movida" ginevrina, mi mancavano.

Comunque sento l'esigenza di un breve ritorno in patria, a presto!