Bureaucracy vs Android

Se qualcuno avesse intenzione di rilanciare il videogioco Bureaucracy, sicuramente dovrebbe passare un po' di tempo nel bel paese per avere l'ispirazione: sperimentare un po' di coda in un qualsiasi ufficio e poi iniziare a programmare.

Google ha lanciato giorni fa' il progetto Android, uno standard per la realizzazione di applicazioni, sistemi operativi e middleware per dispositivi mobili (cellulari).

Come solo Google sa' fare, visto che ha i soldi ma anche degli ideali, ha lanciato una sfida, l'Android Developer Challenge, un premio di 10 milioni di dollari ai progetti piu' cool realizzati.

Lo so' che con la svalutazione del dollaro ed il supereuro non sono poi cosi' tanti soldi, ma comunque varrebbe la pena tentare di creare qualcosa.

Sarebbe stato interessante avere un'opinione sulle cose che amate/odiate dei dispositivi mobili, quello che vorreste migliorare, ecc. al fine di partecipare a questa "sfida"...e poi magari dividere il premio : )

Purtroppo, a quanto leggo dalle condizioni del concorso, non posso partecipare:

The Android Developer Challenge is open to individuals, teams of individuals, and business entities. While we seek to make the Challenge open worldwide, we cannot open the Challenge to residents of Cuba, Iran, Syria, North Korea, Sudan, and Myanmar (Burma) because of U.S. laws. In addition, the Challenge is not open to residents of Italy or Quebec because of local restrictions.

Prima di andare a registrarmi all'anagrafe cantonale di Genève, vorrei sapere perche' per gli italiani non e' possibile partecipare al concorso!

Se ci penso bene poi, mi immagino gli organizzatori del concorso chiamare un'ufficio italiano per avere informazioni, attendere 3 ore al telefono, essere passati ad un'altro ufficio, essere informati che per queste informazioni e' necessario recarsi di persona ad un certo ufficio, andare e trovarlo chiuso, con il personale in ferie o in malattia.

Sveglia, Italia!

Internet all’italiana


Chiquita

Che la cara Italia fosse la Repubblica delle Banane per eccellenza, l'avevo già accennato in passato.
Apprendo solo ora, ovviamente da testate straniere, che oltre al fatto che il Ministro Amato non ama la canzone napoletana, sta per essere approvata una legge che limita fortemente la libertà di manifestazione del pensiero.

In pratica, se passa questa legge, dovrò pagare una tassa ed iscrivermi al ROC, Registro Operatori di Comunicazione.

Ovviamente, come la maggior parte delle leggi italiane, è stata scritta da chi del settore non ci capisce nulla ed ovviamente se il blog risiede su un server all'estero questa legge non è applicabile, per cui, come dice Bernhard Warner sul Times,

[...] it could easily be argued that a Blogger or Typepad blog is hosted on a server well outside the bel paese, making a stupid law virtually unenforceable. And finally this is Italy, a place where plumbers and captains of industry alike are serial tax evaders. Don’t sweat it, amico. Enjoy the sunshine, vino rosso and tagliatelle. [...]

Con le modifiche opportune, ovviamente, si potrebbe ovviare a questa "mancanza", ma, come dice lo stesso autore, questo portebbe ad un

[...] bureaucratic nightmare that would no doubt take more than a semester to complete. [...]

Spero fortemente, come sostiene l'utente ZwJGR su slashdot.org, che tutto finisca tarallucci e vino:

[...] Like all laws in Italy which are unpopular and/or unenforceable they will be totally ignored by law-enforcement and people alike...

Although I'd be surprised if this law makes it through parliament without being heavily diluted, or at all... [...]

Se avete a cuore questo blog, vi prego, almeno firmate la petizione online per fermare questo scempio!

Ovviamente, col tempo che passa, di questa legge ne parleranno anche su altri giornali all'estero, contribuendo "positivamente" a quella "bella" immagine che già ci ritroviamo...