e 2.

fonte grainedit.com
Oggi sono esattamente 2 anni che sono emigrato a Genève.
Sì, ho scritto bene, 2 anni, cioè 730.48 giorni, cioè 17531.62 ore, cioè 63113852.2 secondi, cioè parecchio.
Ed in questo periodo di tempo di cose ne sono cambiate...parecchie, anche se sembra ieri che come nei film d'un tempo lasciavo la piccola stazione del mio paesetto, salutato da genitori e dagli amici più cari. Forse la partenza che è rimasta più impressa nella mia mente tra le tante.
E' ben impresso nella mia mente anche l'arrivo a Genève e la sua dolce "accoglienza", i nuovi amici acquistati e la prospettiva d'un nuovo mondo da scoprire e nuove avventure da intraprendere: come poi posso togliermi dalla mente la ricerca disperata della casa, la scelta dell'arredamento e le prime esperienze di vita per conto proprio? Come non ricordare l'arrivo della prima neve a Genève, sintomo di quello che sarebbe stato il tempo che m'avrebbe accompagnato costantemente per tutto questo tempo? Come dimenticarsi l'impatto con la lingua francese, le prime visite degli amici della "valle", le prime vacanze in giro per la Confederazione Svizzera e l'Haute-Savoie?
Come dall'altro lato dimenticarsi che in questo tempo anche gli amici hanno fatto le loro esperienze? Qualcuno è diventato dottore, qualcun altro ingegnere, qualcun altro babbo. Qualcuno è tornato dopo essere stato lontano, qualcun altro invece è partito per posti molto lontani.
Come dimenticarsi del resto anche la famiglia, i problemi familiari, la nuova famiglia, i nuovi problemi familiari. Come dimenticarsi i primi rientri e le partenze con tanto di arrivederci al sapore di addio.
Come potrò mai dimenticarmi di questo CERN, delle aspettative dell'esperimento, della presunta fine del mondo e di quella che sarà invece la fine del mondo?
Come dimenticarsi i semplici "dove sei? come stai? che combini?" sempre più pesanti da rispondere?
Come scordare questo blog, in cui ho cercato di mettere i frammenti di vita di cui volevo parlare ed escludere quelli scomodi talvolta? Continuo purtroppo a pensare che la storia sia qualcosa di cui si possono riorganizzare i frammenti a piacere, tagliare pezzi qua e là e dare una interpretazione propria ai rimasti.
Come scordarsi quanto, talvolta, ci vorrebbe il mare, ci vorrebbero i vecchi amici ad assisterti ed i posti in cui sei nato a cullarti.
E come potrò mai scordarmi gli amici che col tempo ho dovuto salutare anche in questo porto di mare chiamato Genève? Più passa il tempo e più le persone qua arrivano, passano, salutano ed io resto l'unico spettatore a questo spettacolo, immobile sulla propria poltroncina, incapace di sapersi rispondere ad una semplice domanda: quanto ancora per ritenere conclusa queste esperienza?
passeranno i ricordi del cuore
e le strette di mano
chi si lega ai ricordi si sa
non può andare lontano

















