Il ritorno

Parto, ritorno e parto ancora. Non ho ancora capito bene verso e da dove, ma dal 7 al 12 Novembre, mi trovate tra le colline fiorentine, penso sia questo che vi interessa.
La valigia aperta sempre lì sul letto,
ormai diventata cuscino
Un manuale su come farla e disfarla,
questo è quello che dovrei scrivere.
Ma al massimo riuscirei scrivere
su come lasciarla sempre uguale utilizzandola.
Non dimenticare il cellulare, la roba estiva, la roba invernale.
I calzini vanno in coppia, i liquidi in una busta sigillata.
Collezionare sentimenti come i biglietti del viaggio,
non metterli da parte, ma neanche perderli.
Turbolenze e vuoti d'aria,
tempeste ormonali e troppi pensieri.
Pensieri volatili, pensieri permanenti
pensieri che prendono forma, quella dell'acqua però.
Pensieri che prendono il posto della carne,
fissazioni che vedono materia dove c'è il vuoto
Maledette fissazioni, maledetta rassegnazione,
maledetto mondo, maledetto me.
Voglia d'andare, voglia di tornare
voglia di risposte, ma qual'era la domanda?
Visti e salutati, offerto da bere,
Chiamati e non raggiungibili.
Non finiremo risucchiati da un buco nero neanche stavolta,
o forse si, quello è il nostro destino.
La valigia di nuovo sul letto,
si parte, si riparte, un eterno viaggio.
Conta la partenza, conta l'arrivo,
conta il percorso, conta sempre il tempo.
La velocità media, l'accelerazione istantanea
il verso e la direzione, la forza.
La stabilità, il progetto a lunga scadenza,
una vita davanti, una vita dietro, una vita adesso.
Effetti collaterali del Double D. Burger del Pickwick Pub...































