Help desk

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Giuro che questa m'è successa 5 minuti fa'. Un colloquio con il Computing Help Desk del CERN da ricordare (le parole della corversazione sono leggermente adattate all'italiano):

HD: "CERN Help desk, sono YYY, come posso esserle utile?"
IO: "Salve, sono XXX XXX, non riesco ad effettuare il login al computer."
HD: "Qual'è il suo login?"
IO: "ZZZZZZZZ"
HD: "Attenda un attimo che verifico...il suo account è bloccato."
IO: "Può sbloccarlo?"
HD: "Certamente. Mi serve la sua data di nascita."
IO: "GG-MM-AAAA"
HD: "Ok. Adesso può effettuare il login...comunque per questo tipo di problemi può inviarci anche un'email."
IO: "???"
HD: "Scusi?"
IO: "Niente. Grazie e buon lavoro!"

Forse è il Venerdì che fà questo effetto.
Oppure non ho notato il tono sarcastico.
Resta il fatto che, cara YYY, un caffè non ti farebbe male.

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Harry Potter vs Star Wars

Come sapete, ormai non abito più in quel posto senza Dio chiamato Meyrin, ma vivo nella felice cittadina di Petit-Lancy, immerso nella vegetazione, sebbene vicinissimo al centro città (effettivamente Carouge non è il centro della città di per sé ma piuttosto il centro della vita degli universitari...).

Sebbene ami Petit-Lancy, il più grande problema che ne consegue vivendoci è che devo guidare circa 15 minuti per arrivare al lavoro (che per gli standard italiani non è niente, ma per quelli svizzeri è un bel po').

Ormai stanco di ascoltare la Radio della Svizzera Italiana, non tanto per la qualità dei programmi (che fanno morire dal ridere, ma non perchè siano effettivamente divertenti...), quanto perchè sempre più mi si accusa d'avere un vago accento ticinese, ho deciso un cambio drastico nell'intrattenimento giornaliero casa-lavoro-casa. No, non ho ripiegato su Europe 2, Rouge FM o NRJ, ma sul fantastico mondo degli audiobook.

Effettivamente leggere un libro mi costa molto, quindi non c'è di meglio che ascoltarlo. E non parlo di libri in italiano o in francese (alla terza riga smetterei di leggerlo...), ma in inglese!

Ovviamente per essere veramente avanti è meglio che scegliersi un bell'audiobook in british english, non tanto per acquisire un po' di quell'accento, quanto per perdere il tono maccheronico della pronuncia all'italiana e non acquisire l'altrettanto maccheronico accento americano (ed essere poi pregati di non dire cose too loud or crass). In particolare, gli audiobook letti da Stephen Fry sono veramente eccezionali.

Non potendo partire con Shakespeare, ho dovuto ripiegare su un altrettanto famoso autore inglese, anzi autrice, J.K. Rowling. Forse vi domanderete chi è questa tizia e quali opere, commedie, tragedie abbia scritto...ebbene lei non è altro che l'autrice della saga di Harry Potter.

Ammetto che sono lievemente cresciuto per questo genere di letture, ma del resto il vocabolario utilizzato è piuttosto semplice e non ho mai visto neanche uno dei film, quindi almeno mi godo la storia.

Ed è proprio della storia che voglio parlare, in particolare del primo libro che ho finito oggi d'ascoltare, Harry Potter and the Philosopher's Stone: come vedere dall'immagine, cambiando pochi elementi della narrazione ed i nomi dei protagonisti, il racconto ha la stessa trama dell'episodio IV della saga di Star Wars! L'avevate mai notato?

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Il ponte



La glauca luna lista l’orizzonte
E scopre i campi nella notte occulti
E il fiume errante. In suono di singulti
L’onda si rompe al solitario ponte.

Dove il mar, che lo chiama? E dove il fonte,
ch’esita mormorando tra i virgulti?
Il fiume va con lucidi sussulti
Al mare ignoto dall’ignoto monte.

Spunta la luna: a lei sorgono intenti
Gli alti cipressi dalla spiaggia triste,
movendo insieme come un pio sussurro.

Sostano, biancheggiando, le fluenti
Nubi, a lei volte, che saline non viste
Le infinite scalée del tempio azzurro.

-- Il ponte, Giovanni Pascoli

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Escursione termica




Penso di non essere il solo a lamentarmi che l'inverno è già iniziato da mesi da queste parti. Il fatto che ci siano vento freddo, pioggia e prime nevicate dovrebbero rendervi l'idea.

Del resto è normale che in questo periodo dell'anno le temperature si abbassino, soprattutto vivendo in una zona tra due catene di monti e particolarmente umida a causa della presenza del Lac Leman.

Quello che non è però normale è vedere le persone fuori dalla finestra dell'ufficio con sciarpa, guanti, giacca invernale mentre in ufficio ti tocca stare in maglietta o con la camicia aperta fino al quarto bottone!

Non so' chi si faccia carico di regolare la temperatura dell'impianto di riscaldamento, ma qui si muore di caldo! Non si sopravvive! Ed anche spalancando la finestra e la porta dell'ufficio la situazione cambia di poco!

Capisco che la presenza di otto computer in questa stanza e di uno strano arnese degli anni '80 per misurare le radiazioni è già un bell'impianto di riscaldamento, ma anche se "chiudo" il radiatore la situazione non cambia per niente! Oggi il termometro interno segnalava 28 gradi, ma scherziamo?

Intanto ho rimesso in funzione il pericolosissimo ventilatore (manca griglia di protezione all'elica, c'ho già rimesso una maglietta e rimediato qualche graffio...), dalla prossima settimana invece, se la situazione non cambia, porto anche la macchina per il ghiaccio. Qualcuno può essere così cortese da portare lime, rum, zucchero e foglie di menta?

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I consigli della nonna/2

Attenzione al paradosso di Zenone...Achille alla fine supera la tartaruga, nonostante il vantaggio.

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Particle Zoo

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Il ritorno

Parto, ritorno e parto ancora. Non ho ancora capito bene verso e da dove, ma dal 7 al 12 Novembre, mi trovate tra le colline fiorentine, penso sia questo che vi interessa.

La valigia aperta sempre lì sul letto,
ormai diventata cuscino
Un manuale su come farla e disfarla,
questo è quello che dovrei scrivere.
Ma al massimo riuscirei scrivere
su come lasciarla sempre uguale utilizzandola.
Non dimenticare il cellulare, la roba estiva, la roba invernale.
I calzini vanno in coppia, i liquidi in una busta sigillata.
Collezionare sentimenti come i biglietti del viaggio,
non metterli da parte, ma neanche perderli.
Turbolenze e vuoti d'aria,
tempeste ormonali e troppi pensieri.
Pensieri volatili, pensieri permanenti
pensieri che prendono forma, quella dell'acqua però.
Pensieri che prendono il posto della carne,
fissazioni che vedono materia dove c'è il vuoto
Maledette fissazioni, maledetta rassegnazione,
maledetto mondo, maledetto me.
Voglia d'andare, voglia di tornare
voglia di risposte, ma qual'era la domanda?
Visti e salutati, offerto da bere,
Chiamati e non raggiungibili.
Non finiremo risucchiati da un buco nero neanche stavolta,
o forse si, quello è il nostro destino.
La valigia di nuovo sul letto,
si parte, si riparte, un eterno viaggio.
Conta la partenza, conta l'arrivo,
conta il percorso, conta sempre il tempo.
La velocità media, l'accelerazione istantanea
il verso e la direzione, la forza.
La stabilità, il progetto a lunga scadenza,
una vita davanti, una vita dietro, una vita adesso.

Effetti collaterali del Double D. Burger del Pickwick Pub...

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LHC Fest

Grandi preparativi da queste parti per l'LHCfest. Come potete vedere dalle "istruzioni" ecco quello che accadrà:

  • chiudono una frontiera tra Francia e Svizzera, praticamente quella che i francesi del Pays de Gex percorrono tutti i giorni per andare al/tornare dal lavoro
  • chiudono anche le strade che portano alla suddetta frontiera (anche ai pedoni!)
  • interrompono le linee del bus che portano al CERN, solo al bus che proviene dalla Francia sarà consentito passare, ma scortato dalla polizia!
  • chiudono tutti gli ingressi del CERN ad eccezione di quello davanti al mio ufficio ed un altro
  • il parcheggio del mio edificio diventerà parcheggio "Staff on Duty only": poiché è l'unico con quella sigla, significa che ce la posso mettere l'auto o no?
  • sarà possibile raggiungere la cerimonia solo attraverso le navette messe a disposizione, ovviamente prima di aver passato il controllo al metel detector, raggi X e quant'altro...

Sono uno dei 3000 fortunati che ha ricevuto l'invito, ma ancora sono indeciso se andare o meno...capisco che ci siano i capi di stato di una ventina di paesi, ma c'è anche Bayern-Fiorentina alla stessa ora!

Voi che fareste?

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The Big Picture


Londonfonte Boston.com

Our deepest fear is not that we are inadequate. Our deepest fear is that we are powerful beyond measure. It is our light, not our darkness that most frightens us.' We ask ourselves, Who am I to be brilliant, gorgeous, talented, fabulous? Actually, who are you not to be? You are a child of God. Your playing small does not serve the world. There's nothing enlightened about shrinking so that other people won't feel insecure around you. We are all meant to shine, as children do. We were born to make manifest the glory of God that is within us. It's not just in some of us; it's in everyone. And as we let our own light shine, we unconsciously give other people permission to do the same. As we're liberated from our own fear, our presence automatically liberates others.

-- Marianne Williamson

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Zurich? Genau!

Avrei fatto anche a meno di questo post, ma visto che Repubblica.it dice che Zurigo è una delle città più amate dai turisti non posso fare a meno di dire la mia.

Prima di tutto bisogna capire il perché qualcuno scelga di andare a visitare Zurigo: non ditemi che ci sono persone che decidono di farsi le vacanze in Svizzera perché si potrebbero scrivere libri di psicologia su queste persone (unica eccezione sono i fanatici dell'hiking, ma anche su quelli di libri ce ne sarebbero da scrivere...).

Secondo, cosa ci trovano di "amabile" in questa città è un mistero. Non ditemi che sono rimasti a bocca aperta dalla bellezza artistica della città: come in tutte le città svizzere sopra i 50'000 abitanti a Zurigo c'è il lago ed i cigni (che di sicuro avranno clonato), qualche chiesa protestante (quindi artisticamente l'opposto dello stile di Notre Dame), lo jet d'eau, i mezzi pubblici super efficienti (altro?).

Terzo, non penso che abbiano trovato Zurigo una città piena di vita, soprattutto notturna: a parte il quartiere a luci rosse, la Niederdorfstrasse non è esattamente come una ramblas di Barçelona (meglio di Ginevra comunque...).

Quarto, non ditemi che è stata messa tra le migliori per il cibo: a parte la classica fondue svizzera, le "specialità" zurighesi sono a base di patate o wurstel...condite ovviamente con salse a base di burro/strutto, fatte ingrassare, fritte, coperte da uno strato di lardo di 4cm di spessore.

Quinto, non ditemi per il clima, perchè il tempo si comporta come l'umore di una donna in questi posti (lo so' che la citazione originale si riferiva al cielo d'Irlanda...): abituato al clima di Gen&eve; ero partito in "assetto" invernale, che poi si è rivelato inappropriato perchè ho beccato penso l'unico weekend di Ottobre con 22 gradi (che sono tantini da queste parti).

Infine, non ditemi neanche che siete rimasti affascinati dalla musicalità della parlata svizzero-tedesca...in tal caso penso abbiate dei problemi d'udito!

Forse chi ha stilato questa guida si è scordato un ingrediente fondamentale per amare un posto, indipendentemente da quale sia: viaggiare con dei buoni amici, non troppo esigenti e che si sappiano adattare a qualunque situazione.

Questo perlomeno è quello che ho sperimentato. Peccato essersi dimenticato per l'ennesima volta la macchina fotografica per immortalare qualche momento. Comunque, lo svantaggio di non portarsi mai dietro la macchina fotografica è l'avere qualcuno che invece se ne ricorda. I problemi sono due però:

  1. compari in più foto
  2. non puoi cancellare le foto in cui sei venuto male (la faccia è quella che è soprattutto dopo 2 giorni in cui non hai dormito praticamente niente...)
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