Riders on the storm

Dire che è una delle più belle canzoni de The Doors è un po' riduttivo...forse perché le canzoni di questo gruppo mi piacciono tutte!

Comunque Riders on the Storm è una delle ultime canzoni incise da Jim Morrison ed è contenuta nell'album L.A. Woman.

Il titolo ed il tono del brano ricordano un brano tradizionale americano Ghost Riders In The Sky.

Il brano è vagamente basato sulla strage compiuta da Billy Cook, un killer americano che fingendosi autostoppista uccise un'intera famiglia. Un'altra versione invece lega il testo di questa canzone ad un episodio della vita di Morrison: da piccolo, durante un viaggio con la famiglia nel New Mexico, assistette ad un incidente di auto, in cui rimasero uccisi molti indiani. Come racconta lo stesso Morrison:

La prima volta in cui ho scoperto la morte... io, mia madre, mio padre, mia nonna e mio nonno stavamo viaggiando in auto attraverso il deserto all'alba. Un camion carico di Indiani aveva sbattuto contro un'altra auto o qualcos'altro: c'erano Indiani insanguinati che stavano morendo sparsi per tutta la strada. Ero solo un bambino e per questo dovetti restare in macchina mentre mio padre e mio nonno scesero a guardare. Tutto ciò che vidi fu una divertente vernice rossa e della gente distesa attorno, ma sapevo cosa stava succedendo, perché riuscivo a sentire i fremiti delle persone intorno a me, e all'improvviso capii che loro non sapevano più di me cosa stava accadendo. Quella fu la prima volta che ebbi paura... ed ebbi la sensazione, in quel momento, che le anime di quegli Indiani morti - forse una o due di esse - stavano correndomi intorno, ed entravano nella mia anima, e io ero come una spugna, pronto a sedermi là e assorbirle [...]

Sicuramente la seconda versione è più affascinante, ma quale sia il vero senso della canzone lo lascio decidere a voi.

Riders on the storm
Riders on the storm
Into this house were born
Into this world were thrown
Like a dog without a bone
An actor out on loan
Riders on the storm

Theres a killer on the road
His brain is squirmin like a toad
Take a long holiday
Let your children play
If ya give this man a ride
Sweet memory will die
Killer on the road, yeah

Girl ya gotta love your man
Girl ya gotta love your man
Take him by the hand
Make him understand
The world on you depends
Our life will never end
Gotta love your man, yeah

Wow!

Riders on the storm
Riders on the storm
Into this house were born
Into this world were thrown
Like a dog without a bone
An actor out alone
Riders on the storm

Riders on the storm
Riders on the storm
Riders on the storm
Riders on the storm
Riders on the storm

Una traduzione in italiano di questo brano la trovate sul sito Musica & Memoria.

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Decreto pre-immigrazione alla svizzera


E' difficile commentare, è difficile capirne il senso, è difficile anche semplificare per dire se è bene o male, ma i precedenti lasciano poco all'immaginazione...

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Figlinesi 120% in visita


Figlinesi 120% in visita

Reduce da un lungo weekend con gli amici e dalla qualificazione ai quarti della mia squadra di calcetto del CERN, pubblico le foto della visita dei figlinesi a Ginevra.

Il weekend è stato lungo, la convivenza in casa ai limiti della sopravvivenza, il divertimento strepitoso.

Stavolta siamo pure riusciti a visitare un'altra città svizzera che mancava al mio repertorio, Nyon, che non è niente di che', ma forse è il freddo ed il forte vento ad abbassare la valutazione.

Ho riscoperto quei momenti di svago che negli ultimi mesi, vuoi il lavoro, vuoi la tesi, vuoi la scarsa "movida" ginevrina, mi mancavano.

Comunque sento l'esigenza di un breve ritorno in patria, a presto!

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Behind Blue Eyes

Scritta da Pete Townshend nel 1971, Behind Blue Eyes è una delle più famose canzoni degli Who.

Fù inizialmente scritta per essere inserita nell'opera rock Lifehouse, ma dato che non venne terminata, fù inserita nell'album Who's Next.

Il testo della prima parte della canzone è una sorta di lamento di un personaggio della storia Lifehouse, che è arrabbiato e pieno di angoscia per la pressione che riceve e le tentazioni che lo circondano.

No one knows what it's like
To be the bad man
To be the sad man
Behind blue eyes

No one knows what it's like
To be hated
To be fated
To telling only lies

But my dreams
They aren't as empty
As my conscience seems to be
I have hours, only lonely
My love is vengeance
That's never free

No one knows what it's like
To feel these feelings
Like I do
And I blame you

No one bites back as hard
On their anger
None of my pain and woe
Can show through

But my dreams
They aren't as empty
As my conscience seems to be
I have hours, only lonely
My love is vengeance
That's never free

Per quello che riguarda la seconda parte della canzone, che ha un ritmo decisamente più rock e contiene alcuni richiami musicali ad altre canzoni del gruppo, come ad esempio al riff di Won't Get Fooled Again, il testo è una sorta di preghiera, scritta da Pete Townshend quando era allievo di Meher Baba, dopo essere stato tentato da una groupie.

When my fist clenches, crack it open
Before I use it and lose my cool
When I smile, tell me some bad news
Before I laugh and act like a fool

If I swallow anything evil
Put your finger down my throat
If I shiver, please give me a blanket
Keep me warm, let me wear your coat

Esistono molte cover di questa canzone, come la recente ed odiosissima versione dei Limp Bizkit, ma nessuna di queste ha la potenza rock dell'originale. Who's next?

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Bureaucracy vs Android

Se qualcuno avesse intenzione di rilanciare il videogioco Bureaucracy, sicuramente dovrebbe passare un po' di tempo nel bel paese per avere l'ispirazione: sperimentare un po' di coda in un qualsiasi ufficio e poi iniziare a programmare.

Google ha lanciato giorni fa' il progetto Android, uno standard per la realizzazione di applicazioni, sistemi operativi e middleware per dispositivi mobili (cellulari).

Come solo Google sa' fare, visto che ha i soldi ma anche degli ideali, ha lanciato una sfida, l'Android Developer Challenge, un premio di 10 milioni di dollari ai progetti piu' cool realizzati.

Lo so' che con la svalutazione del dollaro ed il supereuro non sono poi cosi' tanti soldi, ma comunque varrebbe la pena tentare di creare qualcosa.

Sarebbe stato interessante avere un'opinione sulle cose che amate/odiate dei dispositivi mobili, quello che vorreste migliorare, ecc. al fine di partecipare a questa "sfida"...e poi magari dividere il premio : )

Purtroppo, a quanto leggo dalle condizioni del concorso, non posso partecipare:

The Android Developer Challenge is open to individuals, teams of individuals, and business entities. While we seek to make the Challenge open worldwide, we cannot open the Challenge to residents of Cuba, Iran, Syria, North Korea, Sudan, and Myanmar (Burma) because of U.S. laws. In addition, the Challenge is not open to residents of Italy or Quebec because of local restrictions.

Prima di andare a registrarmi all'anagrafe cantonale di Genève, vorrei sapere perche' per gli italiani non e' possibile partecipare al concorso!

Se ci penso bene poi, mi immagino gli organizzatori del concorso chiamare un'ufficio italiano per avere informazioni, attendere 3 ore al telefono, essere passati ad un'altro ufficio, essere informati che per queste informazioni e' necessario recarsi di persona ad un certo ufficio, andare e trovarlo chiuso, con il personale in ferie o in malattia.

Sveglia, Italia!

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Les Pompiers Suisse Romand

Sappiamo da tempo che la polizia svizzera non sia molto impegnata a risolvere casi di furti, omicidi, suicidi, come testimoniano le avventure del poliziotto Huber. Adesso ci si sono messi anche i pompieri...



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Cronaca di una domenica “tipica” italiana




Telefonini in offerta. Un solo commento: neanche il 29 giugno sulla Fifth Avenue si era vista una cosa del genere...

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La Cipolla

Leggere le notizie da un quotidiano italiano on-line era una di quelle cose che ogni mattina facevo prima di iniziare a lavorare, giusto per rimanere aggiornato su quello che succede in patria.

Ovviamente, per la forma in cui le notizie sono presentate, ma soprattutto per la loro inutilità (certe volte mi chiedo come un giornalista si possa ridurre a parlare di certe cose), ho deciso di passare a qualcosa di più originare e ricreativo del solito teatrino italiano.

La mia scelta è ricaduta su The Onion, un giornale satirico statunitense, che presenta però in modo molto suggestivo finte notizie.

Articoli su notizie come queste:

sono veri pezzi di giornalismo!
Che dire poi dei finti servizi TV, giusto per prendere in giro la CNN, come il seguente!



Altro che Corsera...

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Redemption Song

Ispirato, si fa' per dire, dal blog di Lorenzo, voglio anch'io iniziare a recensire canzoni, analizzandone il testo, il background e le evoluzioni. Ovviamente, per contribuire allo spirito fazioso di questo blog, le canzoni saranno completamente casuali, scelte non per la corrente politica, la profondità del testo o la dolcezza della melodia, ma per un criterio puramente personale (discutibile ovviamente).

La canzone che recensisco in questo post è Redemption Song, l'ultima traccia del disco Uprising! di Bob Marley.

E' una canzone di un genere completamente diverso rispetto al classico reggae dell'artista, un folk molto simile alle canzoni di Dylan, con una melodia semplice ed un testo toccante.

Il tema della canzone è la tratta degli schiavi in Africa. Sappiamo tutti infatti che gli arabi, tra il diciasettesimo e fino al dicianovesimo secolo, catturavano uomini e donne neri in tutto il continente africano, per i latifondisti ed imprenditori americani. Gli schiavi venivano utilizzati come manodopera a costo praticamente nullo per l'assenza di quella locale, a causa della distanza dai rispettivi paesi coloniali e l'assenza di popolazione americana e la resistenza delle tribù autoctone.

Il testo spiega anche la modalità con cui gli africani erano catturati e come questi hanno portato nel nuovo mondo gli antenati dei neri d'America, tra cui i giamaicani.

Ovviamente, visto che questo è il primo post del genere, non mi addentro nella spiegazione frase per frase della canzone.



Old pirates yes they rab I
Sold I to the merchant ships
Minutes after they took I from the
Bottom less pit
But my hand was made strong
By the hand of the almighty
We forward in this generation triumphantly
All I ever had is songs of freedom
Won't you help to sing these songs of freedom
'Cause all I ever had redemption songs,
redemption songs

Emancipate yourselves from mental slavery
None but ourselves can free our minds
Have no fear for atomic energy
'Cause none a them can stop the time
How long shall they kill our prophets
While we stand aside and look
Some say it's just a part of it
We've got to fulfill the book

Won't you help to sing, these songs af freedom
'Cause all I ever had,
Redemption songs, redemption songs
Redemption songs

Emancipate yourselves from mental slavery
None but ourselves can free our minds
Have no fear for atomic energy
'Cause none a them can stop the time
How long shall they kill our prophets
While we stand aside and look
Yes some say it's just a part of it
We've got to fulfill the book

Won't you help to sing, these songs af freedom
'Cause all I ever had, redemption
songs
All I ever had, redemption songs
These songs of freedom, songs of freedom

Di questa canzone, che si trova alla posizione #66 delle 500 canzoni più belle di tutti i tempi (secondo la rivista Rolling Stone), esistono diverse cover famose, ma quella che preferisco è quella di Joe Strummer, di cui riporto il video di seguito.



Ovviamente critiche o suggerimenti a questa interpretazione/recensione/post sono sempre ben accette.

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