Valentina Fuck Off!!!

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From: Stefano Ceri <stfceri at tin.it>
To: Giacomo Sacchetti <sacchetti at nepero.net>
Subject: La pagheranno cara...
INACCETTABILE: Mediaset all'interno del gia' peraltro demenziale programma
"La Talpa", girato in Africa, Kenia, ha sottoposto i partecipanti alla
seguente prova: bere 60 litri d'acqua in un tempo prestabilito. I
concorrenti si sono ingozzati di acqua fino a vomitare, il tutto davanti
alle telecamere.

Il tutto in Africa, continente stretto dai morsi della sete e delle guerre
per l'acqua.

Vi invio un testo da inviare via mail ai seguienti indirizzi:
triangle@triangle.it (produzione del programma) e italia1@mediaset.it

Per favore, mandate quante piu` mail potete (e fate girare!) in modo
che
almeno si rendano conto che la gente sa quanto siano STRONZI.

E SPEGNAMOLA QUESTA TV!!!!!!!!!!

Buongiorno
Vi scriviamo in merito a une delle ultime puntate del programma "La
Talpa" di cui casualmente e purtroppo ci e` capitato di vedere una
puntata.
In particolare vorremmo porvi la seguente domanda: chi e` la persona
che ha avuto l'idea, di inserire tra le attivita' da far svolgere ai
partecipanti del programma, quella di bere 60 litri d'acqua,
considerando il fatto che il suddetto programma viene girato in
AFRICA, laddove milioni di persone muoiono per non aver accesso
all'acqua potabile?
Il 2003 e` stato l'anno internazionale dell'acqua, anno in cui nel
nostro paese sono state organizzate molteplici iniziative atte a
sensibilizzare l'opinione pubblica italiana su questo problema, in
particolare sui conflitti in corso per le risorse idriche in diverse
parti del mondo (tra cui il Kenia, come si può leggere nel documento
qui sotto riportato) e sulla carenza delle suddette risorse che sta
causando l'agonia di molti paesi poveri, soprattutto africani.

Il vostro programma rappresenta un insulto per tutte le persone che
soffrono di queste gravi guerre e carestie.
Il vostro programma veicola il messaggio che il Nord del mondo possa
continuare a bere fino a VOMITARE, sfruttando quanta piu` acqua
possibile (piu` del necessario) quando in altre parti del mondo ci
sono popolazioni che muoiono per la mancanza di tali beni.

Ci auguriamo che la produzione del vostro programma prenda coscienza
non solo della gravita' dell'atto che ha compiuto mostrando quelle
immagini, in quel particolare contesto, ma anche della estrema
ignoranza e insensibilita' dimostrata davanti ai telespettatori.

Con la speranza che la televisione diventi uno strumento, se non
"educativo", almeno "decente" nei messaggi da essa veicolati e
augurandoci che questi messaggi non cadano nel vuoto, vi preghiamo
di
leggere con attenzione l'articolo in seguito riportato.
Kenia: la guerra dell'acqua

Inviato da Ottavio Pirelli

(martedi`, 19 luglio 2005 21:32 )

Hanno causato piu` di 70 morti gli attacchi dello scorso 12 luglio a
Torbi, nel distretto settentrionale di Marsabit, in Kenia. Secondo
quanto riferito dalla polizia, ci sono almeno 20 bambini tra le
vittime del massacro. Dieci assalitori, invece, sono stati freddati
durante un conflitto a fuoco con le forze di sicurezza. Secondo le
fonti della Croce Rossa keniana, riportate da IRIN, almeno altri 18
sarebbero i feriti ricoverati nell'ospedale piu` vicino al piccolo
villaggio. Robert Kipkemoi Kitur, assistente commissario del locale
distretto di polizia, ha affermato che gli aggressori
apparterrebbero
all'etnia Borana. Non c'e` ancora sicurezza sui numeri della
carneficina. Alcune fonti, arrivano a contare almeno 95 vittime,
smentendo i dati diffusi dalla polizia.
Le forze di sicurezza, in seguito al raid, hanno comunque messo in
moto una vasta operazione, riuscendo a recuperare molta della
refurtiva razziata durante l'attacco.

Secondo le notizie diffuse dalla Misna, le indagini delle autorita'
hanno gia' portato a risultati importanti. Sette individui armati
sono stati fermati in queste ore: due di questi sarebbero coinvolti
nel massacro della scorsa settimana.

Antiche rivalita'
Quello del 12 di luglio e` solo uno dei tanti massacri consumati in
questi mesi in Kenia, quasi sempre per lo stesso motivo. Quelle dei
Gobra e dei Borana sono due comunita' di pastori tra le tante che
condividono una terra estremamente arida e che piu` di una volta si
sono travate a combattere per lo sfruttamento delle risorse: i
pascoli e le fonti idriche sono i motivi principali di ostilita' tra
le tribu`. Si sono generate cosi` le faide che hanno portato il numero
degli assassinati a lievitare di parecchio negli ultimi tempi.

L'elenco compilato dall'agenzia IRIN e` impietoso: 22 mlorti a marzo
negli attacchi al villaggio di El Golicha e altri 20 in un
precedente scontro etnico tra Murule e Garre. Ancora 14 morti sono
il tragico bilancio di un altro scontro in gennaio.

In particolare, secondo quanto riferito dall'agenzia Afrol, gli
assalti di marzo nel nord-est del paese sono stati particolarmente
cruenti. Le fonti UNICEF, citate nel rapporto, riferiscono di un
accanimento particolare con armi da fuoco e da taglio nei confronti
dei bambini e dei piu` giovani. Una sorta di rabbiosa pulizia etnica,
insomma, sempre per la stessa ragione: accaparrarsi qualche pozzo in
piu`.

Un fiume di rifugiati
L'effetto collaterale piu` deleterio di questa serie interminabile di
attacchi e` la marea di profughi che abbandona le proprie case in
cerca di rifugio dai possibili attacchi.

Secondo le dichiarazioni dei portavoce della Croce Rossa keniana,
riportate dalla IRIN, piu` di 9000 persone sarebbero fuggite dai
villaggi piu` isolati dopo le uccisioni di martedi` scorso. Gli
sfollati, radunatisi per etnia, cercano scampo dalle pallottole e
dalle lame delle opposte fazioni accampandosi nelle vicinanze di
presidi della polizia.

La Croce Rossa ha chiesto un contributo di circa 700 mila dollari
per riuscire a sfamare coloro che hanno lasciato i villaggi e che ,
molto spesso, non hanno piu` alcun mezzo di sostentamento. Alcuni,
infatti, si sono visti sottrarre preziosi capi di bestiame, rimanendo
con un pugno di mosche in mano, in attesa che cessino per sempre le
brutalita'.

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