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5.6 Minimi Quadrati

Mentre con i metodi precedenti cercavamo dei polinomi che passassero esattamente nei punti assegnati, discutiamo adesso il caso in cui si ricerchi una funzione che approssimi i punti dati. Questa ricerca ? dovuta al fatto che a volte abbiamo una enorme quantit? di dati, spesso affetti da errore e necessariamente deve venir meno la condizione di passaggio per i punti \bgroup\color{darkgreen}$(x_i,f_i)$\egroup con \bgroup\color{darkgreen}$i=0,1,\ldots,n$\egroup.
Consideriamo come spazio delle funzioni

\begin{displaymath}\bgroup\color{darkgreen}
\mbox{\cal S}=<\varphi_0(x),\varphi_1(x),\ldots,\varphi_m(x)>
\egroup\end{displaymath}

quello che faremo ? assumere che \bgroup\color{darkgreen}$m$\egroup sia molto minore di \bgroup\color{darkgreen}$n$\egroup.
Figura 5.2: Esempio minimi quadrati
\includegraphics[width=0.5\textwidth]{img/minimi}
Quando si parla di approssimazione dei minimi quadrati si vuole definire una funzione dello spazio vettoriale \bgroup\color{darkgreen}$\mbox{\cal S}$\egroup

\begin{displaymath}\bgroup\color{darkgreen}
\Phi(x)=\sum_{j=0}^{m}c_j \varphi_j(x)
\egroup\end{displaymath}

e si vogliono quindi determinare i coefficienti \bgroup\color{darkgreen}$c_j$\egroup in modo che sia minima la quantit?

\begin{displaymath}\bgroup\color{darkgreen}
\min_{c_0,c_1,\ldots,c_m} \sum_{i=0}^n \left(f_i - \Phi(x_i)\right)^2
\egroup\end{displaymath}

si noti che le distanze fra i punti e la funzione sono elevate al quadrato per poter amplificare gli errori pi? grandi, in questo modo si ottiene un'approssimazione migliore.
Definiamo quindi la funzione dell'errore come \bgroup\color{darkgreen}$g(c_0,c_1,\ldots,c_m)$\egroup funzione quadratica e cerchiamo di minimizzarla vedendo dove si annulla il gradiente:

\begin{displaymath}\bgroup\color{darkgreen}
\nabla g=0 \Rightarrow \frac{\parti...
...partial c_k}(c_0,c_1,\ldots,c_m) \qquad
k=0,\ldots,m
\egroup\end{displaymath}

dove, per definizione

\begin{displaymath}\bgroup\color{darkgreen}
\frac{\partial g}{\partial c_k}=-2\...
...phi_j(x_i)\right)\varphi_k(x_i)=0 \qquad k=0,\ldots,m
\egroup\end{displaymath}

cio?, riscrivendo il tutto in forma esplicita
$\displaystyle \sum_{i=0}^n \sum_{j=0}^m c_j \varphi_j(x_i) \varphi_k(x_i)$ $\textstyle =$ $\displaystyle \sum_{i=0}^n f_i
\varphi_k(x_i)
\qquad k=0,\ldots,m$  
$\displaystyle \sum_{j=0}^m c_j \underbrace{\left(\sum_{i=0}^n \varphi_j(x_i)
\varphi_k(x_i)\right)}_{m_{kj}}$ $\textstyle =$ $\displaystyle \underbrace{\sum_{i=0}^n f_i \varphi_k(x_i)}_{b_k} \qquad k=0,\ldots,m$  
$\displaystyle \sum_{j=0}^m m_{kj} c_j$ $\textstyle =$ $\displaystyle b_k \qquad k=0,\ldots,m$  

che scritto in forma matriciale forma il sistema lineare detto sistema delle equazioni normali

\begin{displaymath}\bgroup\color{darkgreen}
M \overline{c} = \overline{b}
\egroup\end{displaymath}

dove

\begin{displaymath}\bgroup\color{darkgreen}
\overline{c}=
\left(\begin{array}{...
...le\sum_{i=0}^n f_i \varphi_m(x_i)
\end{array}\right)
\egroup\end{displaymath}

vediamo invece adesso come ? fatta \bgroup\color{darkgreen}$M$\egroup,

\begin{displaymath}\bgroup\color{darkgreen}
m_{kj}=\sum_{i=0}^n \varphi_j(x_i) \varphi_k(x_i)
\egroup\end{displaymath}

notiamo che \bgroup\color{darkgreen}$m_{jk}=m_{kj}$\egroup cio? \bgroup\color{darkgreen}$M$\egroup ? simmetrica ed inoltre vogliamo che sia semi-definita positiva.
Definiamo quindi \bgroup\color{darkgreen}$M=A^TA$\egroup dove \bgroup\color{darkgreen}$A$\egroup viene detta matrice di collocazione e le sue dimensioni sono \bgroup\color{darkgreen}$(n+1)\times(m+1)$\egroup:

\begin{displaymath}\bgroup\color{darkgreen}
A=\left(\begin{array}{ccc}
\varphi...
...rphi_m(x_0) & & \varphi_m(x_n)\\
\end{array}\right)
\egroup\end{displaymath}

Quindi vediamo che \bgroup\color{darkgreen}$M$\egroup ? proprio semi-definita positiva, infatti

\begin{displaymath}\bgroup\color{darkgreen}
x^TMx=x^TA^TAx=(\underbrace{Ax}_y)^...
...brace{Ax}_y= y^Ty \ge 0 \qquad \forall \; M :
M=A^TA
\egroup\end{displaymath}

supposto che \bgroup\color{darkgreen}$x \neq \overline{0}$\egroup vorremmo che \bgroup\color{darkgreen}$M$\egroup fosse definita positiva, cio? che e \bgroup\color{darkgreen}$y\neq 0$\egroup.
Supposto questo sistema rettangolare:

\begin{displaymath}\bgroup\color{darkgreen}
Ax=0
\egroup\end{displaymath}

quindi \bgroup\color{darkgreen}$M$\egroup ? definita positiva, cio? non singolare, quando \bgroup\color{darkgreen}$A$\egroup ha rango massimo.
Prendiamo la base canonica e fissato lo spazio \bgroup\color{darkgreen}$\mbox{\cal S}$\egroup come

\begin{displaymath}\bgroup\color{darkgreen}
\mbox{\cal S}=<1,x,x^2,\ldots,x^m>
\egroup\end{displaymath}

avremo un'approssimazione ai minimi quadrati di tipo polinomiale. In questo caso la matrice di collocazione \bgroup\color{darkgreen}$A$\egroup sar? una generalizzazione della matrice di Vandermonde

\begin{displaymath}\bgroup\color{darkgreen}
A=\left(\begin{array}{ccccc}
1 & x...
...ldots& x_n^m\\
\end{array}\right)_{(n+1)\times(m+1)}
\egroup\end{displaymath}

occorre adesso che sia possibile estrarre un sottoinsieme \bgroup\color{darkgreen}$m+1$\egroup di ascisse distinte affinch? il rango della matrice \bgroup\color{darkgreen}$A$\egroup sia massimo, ma per la struttura della matrice di Vandermonde ? subito verificato.


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2005-02-09