Buone feste



Ed è arrivato Natale anche quest'anno. Sembra impossibile, soprattutto per la minaccia di fine del mondo di quest'estate, ma la Madre Terra ha fatto un giretto intorno a Fratello Sole per un'altra volta.

Ed in occasione di questo Natale, voglio dedicare il mio pensiero a chi mi accompagna adesso che sono a casa, ma anche quando sono a Genève oppure in viaggio. Voglio dedicare il pensiero a questa specie mai in via d'estinzione, ma che soffre tanto la solitudine. Voglio dedicare il mio pensiero a quella generazione che non ne vuol sapere dell'integrazione tra popoli di colori della pelle diversi. Voglio dedicare insomma il mio pensiero a quella cosa che è sempre pari prima del lavaggio e dispari dopo l'asciugatura: i calzini spaiati. Nonostante qualche litigio che abbiamo avuto in passato in fin dei conti mi mancate tanto!

E siccome non conosco miglior modo di dedicare qualcosa se non in musica, vi lascio con questa canzone un po' dal sapore natalizio, un po' poesia, un po' metafora, Il paradiso dei calzini.

 

Dove vanno a finire i calzini
quando perdono i loro vicini
dove vanno a finire beati
i perduti con quelli spaiati
quelli a righe mischiati con quelli a pois
dove vanno nessuno lo sa
Dove va chi rimane smarrito
in un’alba d’albergo scordato
chi è restato impigliato in un letto
chi ha trovato richiuso il cassetto
chi si butta alla cieca nel mucchio
della biancheria
dove va chi ha smarrito la via
Nel paradiso dei calzini
si ritrovano tutti vicini
nel paradiso dei calzini..
Chi non ha mai trovato il compagno
fabbricato soltanto nel sogno
chi si è lasciato cadere sul fondo
chi non ha mai trovato il ritorno
chi ha inseguito testardo un rattoppo
chi si è fatto trovare sul fatto
chi ha abusato di napisan o di cloritina
chi si è sfatto con la candeggina
Nel paradiso dei calzini..
nel paradiso dei calzini
non c’è pena se non sei con me
Dov’è andato a finire il tuo amore
quando si è perso lontano dal mio
dov’è andato a finire nessuno lo sa
ma di certo si trovera’ la’..
Nel paradiso dei calzini
si ritrovano uniti e vicini
nel paradiso dei calzini
non c’è pena se non sei con me
non c’è pena se non sei con me

-- Il paradiso dei calzini, Vinicio Capossela

Allarme valanghe

La feste natalizie arrivano ed è tempo di bilanci sull’anno prossimo a morire. Ci guardiamo attorno e ci guardiamo all’interno. Pensiamo alle cose che abbiamo perso e alle cose che abbiamo trovato per strada. Riflettiamo su chi abbiamo perduto (forse) per sempre e su chi abbiamo incontrato per caso. Ci affidiamo agli oroscopi, alle promesse, alla superstizione. Facciamo gli auguri, i regali, progetti per l’anno che deve venire. Mangiamo l’impossibile, compriamo il superfluo, vestiamo l’inguardabile.

Come se tutto questo fosse sensato. Come se potessimo attuare il cambiamento solo in questo periodo ogni anno. Come se, fatto trenta ed anche trentuno, potessimo ripartire dall’uno. Come se, ahimè, non decadessero tutte queste speranze artificiali a partire dal due.

Delirio? Beh, a chi m’accusa di diventare sempre più pazzo ogni anno dico che pazzi dovremmo esserlo ogni giorno: pazzi nella ricerca del divertimento, nel lavorare, nel pretendere tutto e subito, nell’amare, nel soffrire, nel dialogare, nell’aiutare amici e sconosciuti, pazzi di conoscere, pazzi di vivere.

Mai aspettare la venuta del nuovo anno per pazzi intenti, ma portare all’estremo tutti i nostri comportamenti di giorno in giorno, mai sbadigliare, mai mollare.

La fine del mondo…nell’estate 2009

Anche se con un po' di ritardo, vi annuncio che ufficialmente gli esperimenti di LHC ripartiranno nell'estate 2009.
Secondo le fonti ufficiali, che hanno rilasciato il secondo rapporto sull'incidente, la priorità del CERN è, in questo momento, avere i risultati delle collisioni al più presto. Vedo che anche qui nella ricerca si stà puntando molto "al sodo" in questo periodo, tralasciando magari accorgimenti utili sul lungo termine (non voglio gufare niente con questa frase però).

Possiamo dunque stare tranquilli fino alla prossima estate, anche se già mi immagino le notizie di giornali e telegiornali per tale data...

Human

Visto che sono ormai 4 giorni che sono in Italia ed alla radio non passano che questa canzone, mi sembra giusto scrivere qualcosa a riguardo.

Human è la canzone/singolo estratta/o dall'ultimo album dei The Killers, Day & Age.

Questa band statunitense si impose nel 2004 con la canzone Somebody told me, dell'album Hot Fuss, ed anche in quel caso ci fù un vero e proprio "bombardamento" in radio: chissà perché lo fanno, ma con questo modo di fare ti fanno odiare alla fine canzoni favolose.

Veniamo comunque alla canzone Human:

ho fatto del mio meglio per accorgermi
quando il bisogno è venuto meno
fino al palco della resa
sono stato trascinato ma sono stato gentile
e talvolta divento nervoso
quando vedo una porta aperta

chiudi gli occhi, libera il tuo cuore
taglia la corda

siamo umani o siamo ballerini?
la mia traccia è vitale, le mie mani sono fredde
e sono in ginocchio cercando una risposta
siamo umani o siamo ballerini?

porta i miei rispetti alla grazia e alla virtù
manda le mie condoglianze alla bontà
salutami l’anima e il romanticismo
hanno sempre fatto il meglio che potevano
ed addio alla devozione,
mi ha insegnato tutto quello che so
ti saluto, stammi bene
devi lasciarmi andare

siamo umani o siamo ballerini?
la mia traccia è vitale, le mie mani sono fredde
e sono in ginocchio cercando una risposta
siamo umani o siamo ballerini?

il tuo corpo sarà ok
quando sognerai di casa stanotte
non c'è messaggio che stiamo ricevendo
fammi sapere, il tuo cuore continua a battere?

Avviso: nel testo originale si parla di "dancer" e "human" al singolare, io invece ho tradotto al plurale. Ci sono migliaia di commenti su Internet a tal riguardo. Altri si chiedono persino se al posto di "dancer" sia pronunciata la parola "denser". Non entro nel merito di queste argomentazioni: la traduzione ed interpretazione di questa canzone è puramente personale.

ho fatto del mio meglio per accorgermi
quando il bisogno è venuto meno

Innanzitutto devo precisare che il testo ha come soggetto principale "noi", inteso come la nostra generazione. Pertanto, in queste frasi viene fatto riferimento al senso di opportunità tipico dei giovani.

fino al palco della resa
sono stato trascinato ma sono stato gentile

La nostra generazione è stata trascinata sul palco della resa e siamo stati abbastanza gentili da subire questo.

e talvolta divento nervoso
quando vedo una porta aperta

Nuovamente un riferimento al senso d'opportunità: si può essere nervosi nel decidere di seguire una certa strada lasciandosi alle spalle la comodità della precedente.

chiudi gli occhi, libera il tuo cuore
taglia la corda

Per prendere certe opportunità è necessario tagliare la corda che ci lega alla nostra situazione attuale, chiudere gli occhi e liberare il proprio cuore dagli impedimenti.

siamo umani o siamo ballerini?

Questa è la frase più ambigua di tutto il testo: sembra che si riferisca ad un'intervista di Hunter S. Thomson (giornalista e scrittore, quello di Paura e delirio a Las Vegas per intenderci), secondo cui la generazione corrente è una generazione di "ballerini". Il significato di "ballerino" è forse questo: la società moderna sta crescendo le persone come prodotti, come se fossimo un oggetto di marketing. E come ballerini siamo furiosamente alla ricerca della nostra parte in un'opera. Il sistema ci spinge continuamente a muoverci in qualche direzione, ma una direzione prevedibile in modo che il sistema possa continuare a funzionare bene.

la mia traccia è vitale, le mie mani sono fredde
e sono in ginocchio cercando una risposta
siamo umani o siamo ballerini?

Qui forse l'autore della canzone si interrega su quanto detto in precedenza: essere un "ballerino" per lui è come essere "morto" (i segni vitali, le mani fredde). E quello che lui fà è interrogarsi su questo, in ginocchio però, come sul palco della resa.

porta i miei rispetti alla grazia e alla virtù
manda le mie condoglianze alla bontà
salutami l’anima e il romanticismo
hanno sempre fatto il meglio che potevano

La nostra generazione stà "morendo" e con essa anche la Grazia, la Virtù, la Bontà, l'Anima ed il Romanticismo. E come si sente spesso dire sul letto di morte ad una persona "esse hanno fatto del meglio che potevano".

ed addio alla devozione,
mi ha insegnato tutto quello che so

Un particolare saluto è rivolto alla Devozione, che ci ha insegnato molto.

ti saluto, stammi bene
devi lasciarmi andare

Qui si torna a parlare dell'opportunità ed alla difficoltà nel lasciarsi andare.
il tuo corpo sarà ok
quando sognerai di casa stanotte?
Nuovamente ci si interroga sul cambiamento: saremo a posto quando sogneremo della vita che abbiamo lasciato alle nostre spalle?
non c'è messaggio che stiamo ricevendo
fammi sapere, il tuo cuore continua a battere?

Forse la domanda a coloro che hanno invece scelto la "vita da ballerini": non recepiscono messaggi, sono ancora vivi?

Il testo originale:

I did my best to notice
when the call came down the line
up to the platform of surrender
I was brought but I was kind
and sometimes I get nervous
when I see an open door

close your eyes, clear your heart

cut the cord
are we human or are we dancer
my sign is vital, my hands are cold
and I’m on my knees looking for the answer
are we human or are we dancer

pay my respects to grace and virtue
send my condolences to good
give my regards to soul and romance
they always did the best they could
and so long to devotion,
you taught me everything I know
wave good bye, wish me well

you gotta let me go
are we human or are we dancer
my sign is vital, my hands are cold
and I’m on my knees looking for the answer
are we human or are we dancer

will your system be all right
when you dream of home tonight
there is no message we’re receiving
let me know is your heart still beating

are we human or are we dancer
my sign is vital, my hands are cold
and I’m on my knees looking for the answer

you’ve gotta let me know
are we human or are we dancer
my sign is vital, my hands are cold
and I’m on my knees looking for the answer
are we human
or are we dancer

are we human or are we dancer

are we human or are we dancer

1 mese e chissà


Inizia una lunga marcia oggi, speriamo di portarla a termine nel migliore dei modi.
Hai capito bene: mama, I'm coming home...

Le 10 cose che odio di te

In prossimità della partenza, mi sembra giusto affrontare, per un buona volta, cosa c'è che proprio non sopporto a Genève, premesso che tutto sommato non si vive male in questa città. Diciamo che questa è una specie di lista delle cose che non mi mancheranno in un mese (ufficialmente) d'assenza.

  1. Il clima: metto questa cosa volontariamente in cima alla lista (le cose che verranno lo saranno un po' meno). Quando si abbandona l'Italia e ci si sposta più a Nord, ricordatevi sempre di mettere in conto questa cosa: temperature sopra i 30 gradi da queste parti non ci sono. E l'estate, per quello a cui siete abituati a vivere, non esiste. Semmai ci sono giusto tre giorni di fila soleggiati, prevalentemente con qualche nube. Per il resto, qualunque sia la stagione, abituatevi al cielo grigio ed alla pioggia. Magari non riuscite ad immaginarlo ma vi posso assicurare che dai primi giorni di Agosto inizia l'autunno da queste parti (tanto che le scuole riaprono verso il 10...). Scordatevi quindi di andare a vedere le stelle "cadenti" per San Lorenzo. Scordatevi anche di fare il cambio di guardaroba: può benissimo capitare di dover tirare fuori dall'armadio il giaccone pesante anche a metà Luglio!
  2. Il cibo: la cucina italiana è senza dubbio una delle migliori nel mondo, quindi è inevitabile che il vostro stomaco soffrirà un po' durante la vostra assenza dall'Italia. Purtroppo Genève è leggermente allineata al modello della cucina francese di montagna: qualunque sia la stagione, il clima, che sia pranzo, cena o colazione, c'è sempre la stessa cosa di base da mangiare: patate e formaggio. Capisco che in inverno si possa, ogni tanto, cenare con una fonduta di formaggio, magari cucinata con molto alcool, in modo da andare direttamente a letto subito dopo. Ma che si possa cucinare la fonduta (o varianti quali raclette, tartiflette, spaghiflette, etc.) quando la temperatura esterna è sopra i 18 gradi proprio non lo tollero. Come non riesco a capire la differenza nel gusto dei milioni di formaggi che si trovano al supermercato che per me hanno lo stesso sapore: quello del brie (Camoscio d'Oro per gli italioti). Non voglio commentare poi sulla differenziazione tra tipi di patate: che ci siano quelle grandi e quelle piccole è normale, ma che si possano distinguere quelle da fare lesse da quelle da fare in forno o fritte o alla griglia proprio non m'arriva all'anticamera del cervello. Del caffè meglio non parlare perché anche lì son dolori. Non voglio dilungarmi troppo ma c'è una cosa che ancora mi resta da dire: diffidate di qualcunque prodotto che viene venduto come tipico italiano, come imitazione dell'italiano o che riporti tra le scritte in francese il nostro tricolore.
  3. Gli orari: la limitazione degli orari di apertura dei negozi nel finesettimana per far in modo che ognuno passi del tempo con la propria famiglia in casa o nei parchi o ovunque voi vogliate è una cosa che condivido. E' triste e stressante vivere il finesettimana nella ressa dei centri commerciali, le gallerie, etc. ...però se proprio volete incentivare la riscoperta della natura e dell'unione della famiglia nel finesettimana non mi potete chiudere il supermercato alle 19 nei giorni feriali! Altrimenti non ci arrivo alla domenica con le scorte di cibo, visto che almeno il sabato mattina vorrei dormire! Giustamente poi, i ristoranti sono tutti chiusi la domenica sera...e scordatevi di andare a cena al ristorante verso le 21...l'orario delle cena qua è fissato per le 18:30!
  4. Le regole: il fatto che gli svizzeri siano un popolo rispettoso della legge è da apprezzare, ma che mi si venga a dire "le leggi non vanno capite per quanto stupide esse siano ma vanno solo rispettate" proprio non lo tollero. Anche le norme non scritte di buon vicinato mi sembrano un po' troppo restrittive: non si può fare la doccia dopo le 22 e da tal ora soprattutto non si può tirare lo sciacquone: fatemi capire, se mi scappa dopo le 22 la devo lasciare lì fino alla mattina dopo? Ma siamo pazzi? Che dire poi del fatto che non si può gettare il vetro a partire dalle 20 la sera e, soprattutto, mai la domenica? La cosa che mi ha fatto più ridere comunque è che il Comune invia quegli adesivi da mettere sotto le gambe di sedie e tavoli per non fargli fare rumore quando si spostano...
  5. Gli svizzeri al volante: abituato agli spericolati italiani, gli svizzeri risultano inevitabilmente...lenti! Non potete immaginare come vanno piano e come rispettano rigorosamente i limiti di velocità. Al semaforo poi (dove il verde dura circa 5 secondi...) prima che partano fate in tempo ad ascoltarvi un intero CD, oppure seguire la radiocronaca di un'intera partita di calcio (tipo del Bellinzona, che giocherà circa 15 volte la settimana). Quando poi piove (quindi molto spesso) o nevica entrano in crisi: vanno ancora più piano del solito e comunque ci sono più auto nel fossato di quante ce ne siano sulla strada, nonostante abbiano tutti le ruote invernali montate. Guai a cambiare corsia nel caso in cui abbiate sbagliato: dovete indicarlo almeno 1 km prima della svolta!
  6. La vita notturna: scordatevi gente per le strade o nelle piazze dopo le 21. Troverete piuttosto i bar pieni fino all'orlo (ma rigorosamente tutti devono stare all'interno, altrimenti si reca disturbo al vicinato). Ovviamente alle 2 di notte si chiude tutto. E tutti, quasi come scemi, si dirigono a casa. Nessuno che resta fuori a finire il drink o quello che doveva dire. Ovviamente ci sono le discoteche che chiudono all'alba, ma per entrarvi dovete passare ai raggi x all'ingresso sul modo in cui siete vestiti. Ed un drink all'interno non costa meno di 15 euro (shots compresi). L'alternativa alla discoteche super fashion sono i centri sociali, ma ne restano ancora pochi aperti e il posto è quello che è...
    C'è da dire che molto spesso ci sono festival musicali, ma i concerti iniziano alle 20, quindi se arrivate alle 23 al massimo potete ascoltare il bis dell'ultima canzone...
  7. L'alloggio: la ricerca dell'alloggio a Genève è problematico per vari motivi. Il primo è che non potete rivolgervi direttamente ad un'agenzia perché altrimenti vi fanno pagare più di 500 euro per cercarla. Il secondo è che tutti sono in affitto da queste parti, quindi dovete lottare con non meno di 15 persone una volta che avete trovato quello che vi piace (non siate troppo pretenziosi comunque). Terzo, avete bisogno di provare che il vostro contratto di lavoro è almeno di un anno ed il salario mensile è almeno 3 volte l'affitto che andrete a pagare. Dei prezzi non parliamo. Gli appartementi più facili da trovare sono nelle tristi periferie, ma dovete prepararvi a vivere in un palazzo di non meno di 15 piani, niente terrazzo, niente lavatrice in casa, niente finestra nel bagno.
  8. Il bidet: come si può sopravvivere senza? E non è questione di abitudini, è questione di igiene! Non mi dite che siete disposti a fare la doccia tutte le volte che...ci siamo capiti (e non è solo quello l'uso). Comunque, anche se questo fosse il caso, qua non lo fanno! Eppure è stato inventato dai francesi!
  9. La storia: non venite a raccontarmi che la Svizzera in generale ha una storia. Potete affermare che ci sono stati avvenimenti più o meno importante in queste terre in passato, ma sporadicamente e senza un filo logico che possa dare un segno di cultura, di identità nazionale o qualunque altra cosa. Basta vedere le città svizzere per capirlo: sono tutte uguali, stesso lago con lo stesso cigno clonato, stessi orribili palazzi medioevali, stesso tipo di urbanizzazione. I musei poi fanno veramente pietà, sono pieni di cianfrusaglie inutili, con niente che si possa definire "artistico". Non hanno niente di storico e quel poco che c'è potrebbe essere abbattuto da un momento all'altro, magari perché devono farci passare il tram o costruire un parcheggio.
  10. I tifosi svizzeri: sono rimasto impressionato dal tifo svizzero, soprattutto dopo i campionati europei di calcio di quest'anno. La squadra svizzera di calcio è quella che è, ed è già tanto se partecipavano al torneo. I risultati sono stati poi deludenti: hanno vinto una partita che non valeva niente e giustamente non ci sono stati caroselli o festeggiamenti particolari in seguito a quella vittoria. Quello che mi ha lasciato perplesso è stato il seguito: si sono messi a tifare per le altre squadre. E non intendo che semplicemente preferivano la vittoria di una squadra rispetto ad un'altra. Intendo migliaia di persone con la maglietta della squadra che avevano scelto di tifare, con striscioni, bandiere, etc...Ho visto persino una mamma che portava a spasso i suoi 2 figli: uno con la maglietta di una squadra, l'altro con la maglietta della squadra avversaria...ma che roba è questa? Ovviamente le piazze dovevano essere sgombrate prima della mezzanotte, niente schiamazzi dopo quell'ora.

Fornication Under Consent of the King



Feel the pain

I Dinosaur Jr, originari del Massachusetts, fecero il loro esordio nel 1984 e rimangono una delle più famose formazioni alternative-rock degli '80.

Resi famosi soprattutto per i fan illustri che avevano, quali i Nirvana, non hanno mai avuto uno strepitoso successo fino agli anni '90. Come le vere band di un tempo hanno avuto le loro separazioni, l'addio di qualche membro, l'arrivo di nuovi.

Il brano che casualmente ho deciso di recensire è Feel the pain, tornato in voga alla radio, almeno da queste parti.

Il testo è piuttosto scontato, ma forse vale la pena di sottolineare come in questo caso giusto 2 righe del testo siano così significative.

I feel the pain of everyone
Then I feel nothing

L'interpretazione che ne è stata data è piuttosto elaborata: entrare in un ciclo vizioso che alterna il provare la colpevolezza per quanto accade di negativo nel mondo come fame, guerre, crisi economiche, etc. (I feel the pain of everyone) e poi passare ad un senso di apatia, di incuranza, di insofferenza tale da non sentire niente per quanto avviene (Then I feel nothing).

Andando un po' più nel piccolo della nostra vita, quante volte le persone che ci circondano, nell'ottica di cercare conforto, scaricano su di noi i loro problemi, le loro incertezze e le loro paure? Sebbene si possa essere partecipi nel provare tali frustrazioni, nell'ascoltare, nel confortare, qual'è il reale sentimento che proviamo in fin dei conti?

I feel the pain of everyone 
Then I feel nothing 
I feel the pain of everyone 
Then I feel nothing 
I feel the pain of everyone 
Then I feel nothing 
I feel the pain of everyone 
Then I feel nothing 
Is it up to me ? 
You won't wait to see 
Screwed us both again 
About as close as you dare 
I feel the pain of everyone 
Then I feel nothing 
I feel the pain of everyone 
Then I feel nothing 
Is it up to me ? 
You won't wait to see 
Screwed us yet again 
About as close as you dare 
Hey now, take it back 
Get off me, you're sad 
Trailin' on your scene 
Just try and keep it clean

Penso…



fonte www.ectomo.com

...che è iniziato il weekend, quindi devo smettere di pensare.
Pensieri, dubbi, incertezze, problemi, attese, gioie, soddisfazioni le lascio nel cassetto della scrivania.
E lo chiudo a chiave. Fino a Lunedì non si riapre.
Just another analog weekend.

Lezioni di classe


Grandma
fonte copyblogger.com

Dear Sir,

I am writing to thank you for bouncing my cheque with which I endeavoured to pay my plumber last month. By my calculations, three nanoseconds must have elapsed between his presenting the cheque and the arrival in my account of the funds needed to honour it. I refer, of course, to the automatic monthly deposit of my Pension, an arrangement, which, I admit, has been in place for only thirty eight years. You are to be commended for seizing that brief window of opportunity, and also for debiting my account £30 by way of penalty for the inconvenience caused to your bank.
My thankfulness springs from the manner in which this incident has caused me to rethink my errant financial ways. I noticed that whereas I personally attend to your telephone calls and letters, when I try to contact you, I am confronted by the impersonal, overcharging, pre-recorded, faceless entity which your bank has become. From now on, I, like you, choose only to deal with a flesh-and- blood person.
My mortgage and loan payments will therefore and hereafter no longer be automatic, but will arrive at your bank by cheque, addressed personally and confidentially to an employee at your bank whom you must nominate. Be aware that it is an offence under the Postal Act for any other person to open such an envelope. Please find attached an Application Contact Status which I require your chosen employee to complete. I am sorry it runs to eight pages, but in order that I know as much about him or her as your bank knows about me, there is no alternative. Please note that all copies of his or her medical history must be countersigned by a Solicitor, and the mandatory details of his/her financial situation (income, debts, assets and liabilities) must be accompanied by documented proof.
In due course, I will issue your employee with PIN number which he/she must quote in dealings with me. I regret that it cannot be shorter than 28 digits but, again, I have modelled it on the number of button presses required of me to access my account balance on your phone bank service. As they say, imitation is the sincerest form of flattery.
Let me level the playing field even further. When you call me, press buttons as follows:

1 To make an appointment to see me.
2 To query a missing payment.
3 To transfer the call to my living room in case I am there.
4 To transfer the call to my bedroom in case I am sleeping.
5 To transfer the call to my toilet in case I am attending to nature.
6 To transfer the call to my mobile phone if I am not at home.
7 To leave a message on my computer (a password to access my computer is required. A password will be communicated to you at a later date to the Authorized Contact.)
8 To return to the main menu and to listen to options 1 through to 8.
9 To make a general complaint or inquiry, the contact will then be put on hold, pending the attention of my automated answering service. While this may, on occasion, involve a lengthy wait, uplifting music will play for the duration of the call.

Regrettably, but again following your example, I must also levy an establishment fee to cover the setting up of this new arrangement.

May I wish you a happy, if ever so slightly less prosperous, New Year.

Your Humble Client

(scritto da una signora di 98 anni al direttore di banca)